Editoriale
In a recent article, former Spanish foreign minister Ana Palacio pointed out that Europe, in deciding to move toward a common currency back in the late 1980s, made its “greatest miscalculation [in that it accepted] the assumption of stability while on the verge of a systemic transformation impregnated with volatility.”
Palacio’s words may sound obvious today with the help of hindsight, especially since the European Union is reeling from the impact of the sovereign debt crisis and the persistent confusion over what to do to correct the mess. And correctly Palacio suggests that what Europe needs is a new political paradigm that will allow it to rise to the requirements of a fast changing world order.
Laboratorio Multimediale e di Comparazione Giuridica
Scuola Superiore di Polizia
Associazione per il Dialogo Costituzionale
Osservatorio sulla normativa
Sono trascorsi ormai quasi cinque anni da quando il Ministero dell’Interno ha stipulato con l’ANCI, il 20 marzo 2007, il “Patto per la Sicurezza”, accordo quadro sulla base del quale articolare e sviluppare singoli patti territoriali volti a favorire l’integrazione e la cooperazione tra gli organismi statali e gli enti locali in tema di sicurezza. Il lasso di tempo trascorso ed il seguito che è stato dato all’accordo del 2007 consentono una ricostruzione ormai sufficientemente esaustiva di quale sia stata l’attuazione della previsione contenuta nella legge finanziaria 2007.
Recensioni
L'Unione Europea come attore di sicurezza globale e non più solo regionale. Da questo presupposto nasce il lavoro curato da Gianni Bonvicini. Lo studioso e ad altri quattro autori, Benedetta Voltolini, Michele Comelli, Nathalie Tocci e Nicoletta Pirozzi, si interrogano sulla vera natura dell'Unione Europea e sugli strumenti che quest'ultima ha a disposizione per interagire in un quadro internazionale sempre più dinamico ed impegnativo.
aggiornamenti
Nota a sentenza Corte europea dei diritti dell’uomo, 23 febbraio 2012 - Hirsi e altri c. Italia
La Corte Europea dei diritti dell’uomo il 23 febbraio 2012 ha condannato all’unanimità l’Italia per la “politica dei respingimenti” effettuata nell’estate del 2009 nei confronti di cittadini stranieri, per lo più africani provenienti dalla Libia. L’Italia – secondo la Corte – ha violato la Convenzione Europea sui diritti dell’uomo ed in particolare il principio di non refoulement (non respingimento) secondo cui non è consentito respingere migranti verso Paesi nei quali corrano il rischio di essere perseguitati o di subire trattamenti inumani o degradanti.
di Mario Carta
L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, avvenuta il 1 dicembre del 2009, ha determinato importanti modifiche nel modo di operare e sul concreto funzionamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia ed in particolare per le materie relative alla cooperazione di polizia e giudiziaria in ambito penale che in tale contesto si inseriscono.
Tali novità sono il frutto sia di interventi a carattere generale che attengono alla diversa struttura che i Trattati disegnano dell’Unione europea, sia di interventi nello specifico settore della cooperazione di polizia e giudiziaria penale che viene significativamente rafforzata in particolare per quanto riguarda gli atti che la disciplinano e gli strumenti operativi di cui essa viene dotata.
