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Osservatorio sociale

Verso una memoria autocritica: ripensare i racconti e i ricordi degli “anni di piombo”

di Santina Musolino

Il paper – collocandosi nel quadro teorico della sociologia della memoria e dei cultural studies – analizza le rappresentazioni culturali della violenza politica che ha caratterizzato gli anni Settanta e i primi anni Ottanta in Italia e, soprattutto, il ruolo di tali rappresentazioni rispetto ai tentativi di costruire una memoria pubblica – e condivisa – di quegli eventi.

Abstract

Violenza istituzionale e modelli maschili nell’analisi dei men’s studies

di Eleonora Cintioli

Come emerge da un recente studio dell'istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo-IRIAD (2018) che cita fonti delle Nazioni Unite, gli uomini, in particolare giovani, sono i principali perpetratori (oltre che vittime) della violenza che ricorre alle armi da fuoco di piccolo calibro (UNDP).

Abstract

Gli attentati dell’Isis in Europa occidentale. Un’interpretazione sociologica

di Alessandro Orsini

Quest’articolo si propone di spiegare come mai gli attentati dell'Isis si concentrano in Gran Bretagna e in Francia, invece di distribuirsi in modo omogeneo in tutti i Paesi europei. Il che significa rispondere anche alla domanda che sta più a cuore agli italiani e cioè perché l'Isis non abbia mai colpito l’Italia. 

Città globali: Zygmunt Bauman e il destino delle metropoli contemporanee

di Emanuele Rossi

Il tema della città non è certo nuovo nelle riflessioni di Zygmunt Bauman. L’interesse per la metropoli e per le sue continue trasformazioni è centrale in molti dei suoi scritti. Bauman è convinto che la città sia in grado di rivelare in piccola scala la natura, la complessità e le contraddizioni dei fenomeni globali che caratterizzano la modernità liquida.

Abstract

Note sullo studio dell’estrema destra

di Emanuele Toscano

Gli anni Dieci del nuovo millennio sono stati teatro di una considerevole ascesa di formazioni, partiti e movimenti apertamente ispirati a posizioni di estrema destra radicale e ad orientamenti xenofobi e populisti.

Abstract

Vecchie e nuove strategie collettive: per una sociologia critica della folla

di Emanuele Rossi

«La critica – scriveva Marx – non è una passione del cervello, [ma] è il cervello della passione» (Marx 2007, 38). Una passione che emerge chiaramente dalle pagine di Critica della folla (Curti 2018), un volume attraverso il quale Sabina Curti si cimenta in un faccia a faccia energico, vigoroso con uno dei fenomeni più ambigui e indeterminati della letteratura sociologica e psicologica: quello della folla.

Abstract

La rotta del Mediterraneo Centrale: le spinte migratorie, i percorsi tracciati e il profilo socioeconomico dei migranti sbarcati in Italia

di Giacomo Terenzi

Cercare di descrivere e analizzare cause e conseguenze del fenomeno migratorio contemporaneo lungo la rotta centrale del Mediterraneo è un’impresa molto ardua. I flussi provenienti dall’Africa subsahariana e diretti verso il nostro continente sono sempre più complessi e cospicui. Le rotte che portano all’attraversamento del Mediterraneo sono molteplici, le spinte migratorie aumentano e la composizione per genere, età e status sociale dei migranti è in continuo cambiamento. 

Abstract

Fuggire da sé: David Le Breton e la crisi del legame sociale nella società contemporanea

di Emanuele Rossi

«Ciò che non possiamo mai essere – scriveva Erving Goffman – è semplicemente uomini e donne. Noi siamo ciò che fingiamo di essere» (Coser 2002, 623). Con questa affermazione, il sociologo canadese sottolineava che in quanto esseri umani siamo costretti, volenti o nolenti, a recitare un ruolo, ad interpretare una parte all’interno della società in cui siamo nati e cresciuti e questo “spettacolo” deve durare tutto il tempo in cui viviamo. 

Abstract

Scuola e Islam: l’Islam a scuola

di Antonio Cuciniello

Le competenze interculturali (e interreligiose), in uno scenario caratterizzato da migrazioni internazionali in cui le varie culture spesso indicano diverse provenienze e appartenenze, si pongono ormai come indispensabili in ambienti sempre più evidentemente contraddistinti da pluralismo linguistico e culturale. In particolare, nei contesti educativi, attraverso il contatto quotidiano con bambini e ragazzi con background migratorio, insegnanti e operatori hanno la possibilità di sviluppare specifiche competenze utili nell’interpretazione delle culture, riconoscere e contrastare approcci folkloristici e stereotipati e infine trovare punti di contatto che rendono possibile una pacifica convivenza in ambienti educativi inclusivi.

Abstract

La fenice nera della democrazia: per una fenomenologia della tortura

di Emanuele Rossi

Ha scritto David Le Breton, in un saggio di qualche anno fa, che «la tortura è la pratica dell’orrore a tempo pieno». Una pratica crudele e disumana che richiama alla mente mondi arcaici, scenari premoderni, contrassegnati da una violenza e una crudeltà senza fine.

Abstract

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.