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Omatakuyassi: la metànoia transculturale

Omatakuyassi: la metànoia transculturale

di Enrica Tedeschi

Lo scenario socio-culturale delle società complesse, caratterizzato da molteplici conflitti interculturali, sembra reclamare con urgenza nuovi schemi di lettura e nuove chiavi interpretative di quella regione potente e sconosciuta, definita in molti modi.

Abstract

The effectiveness of the social sciences, in the understanding the today's intercultural conflicts, can improve studying the phenomenon of the shamanism, that has assumed an increasing importance both to national level and international. The apprentices are, in fact, in contact with mythical-ritual complexes of intercultural nature, thanks to which they can acquire connected ability to the dialogue among different cultures. They can also build trans-cultural nets and flows.

Spread in the Usa, in Canada and in other countries of western culture, these practices have acquired visibility in Italy from the beginning of this century. A sociological research in progress has begun to explore this particular vital world, with the method of the grounded theory, with the purpose to reconstruct the lived spirituality and the trials of the shamanic activities.

From the analysis of the data, the story of a deep cultural transition emerges in action in the Country. A radical change of the sensibility and the mentality is upcoming, that as trans-cultural metànoia can be framed. Putting in communication different worlds, and building trans-cultural experiences, observed realities develop an important function in the social body. They furnish philosophical and emotional support to the people and the communities, that will be able of resistance to the mainstream of the dominant culture and of the unique thought.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.