Home / Osservatori / Osservatorio sulla giurisprudenza / La Corte di Giustizia UE ritorna sull’oblio tra diritto alla privacy e diritto ad essere informati: una disamina tra diritto interno e normativa e...

La Corte di Giustizia UE ritorna sull’oblio tra diritto alla privacy e diritto ad essere informati: una disamina tra diritto interno e normativa europea

La Corte di Giustizia UE ritorna sull’oblio tra diritto alla privacy e diritto ad essere informati: una disamina tra diritto interno e normativa e...

(Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Grande Sezione; sentenza 13 maggio 2014, causa C-131/12)

di Massimo Pellingra Contino

La domanda di pronuncia pregiudiziale alla base della sentenza verte sull’interpretazione degli articoli 2, lettere b) e d), 4, paragrafo 1, lettere a) e c), 12, lettera b), e 14, primo comma, lettera a), della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, nonché dell’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

abstract

The decision of the Court of Justice of May 13, 2014 plays an important role in the landscape of European case law. Everyone has “the right to be forgotten”, and therefore may require search engines to remove personal information (including third parties) relating to him and that are deemed "inappropriate, irrelevant or no longer relevant”. Remains the conflict between the right to be forgotten, and the right to know! If a search engine decides not to remove content, the user can directly address the Court. Today is fully part of human rights law the right to oblivion digital result of a judgment of the European Court which completes the journey of a controversial law on the subject. Google has prepared a form that users can fill out online to request the removal of any reference to their data, through the evaluation of each request in order to balance the privacy rights of the person with the right of all to know and distribute information. Around the corner there are great risks for freedom of expression and the right to information. Maybe we need a clarification from the European Court in order to define the relationship between the right to information and right to be forgotten?

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.