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Osservatorio sulla normativa

Le interdittive antimafia: un istituto sotto attacco?

di Gabriele Trombetta 

Le interdittive antimafia rappresentano un fondamentale presidio di legalità per preservare l’economia dall’infiltrazione criminale. Si tratta di provvedimenti fortemente restrittivi, in grado di paralizzare l’attività dell’impresa compromessa con le mafie, così salvaguardando l’ordine pubblico economico. L’istituto, tuttavia, è sottoposto a penetranti critiche dottrinali e – più raramente – giurisprudenziali, alla luce di molteplici profili di «sofferenza costituzionale» (Longo 2019) che lo caratterizzano. Sul piano sostanziale, ne viene evidenziato il carattere afflittivo di «ergastolo imprenditoriale» (Mazzamuto 2016 b), tale da espellere dal mercato il soggetto attinto. 

Abstract

Il nuovo decreto legge n. 130/2020 in materia di immigrazione e sicurezza: continuità o rottura?

di Jessica De Vivo

È in vigore dal 22 ottobre 2020 un nuovo “decreto immigrazione” approvato dal Governo Conte II: si tratta del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, convertito in legge il 18 dicembre 2020 (legge n. 173/2020). Tale intervento normativo si discosta rispetto all’impianto dei precedenti decreti sicurezza, ossia il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (decreto sicurezza I) e il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (decreto sicurezza II), adottati dal Governo Conte I, con l’allora Ministro dell’Interno Salvini, rispetto ai quali il decreto legge n. 130/2020 interviene con significative modifiche e rimodulazioni alla luce dei principi costituzionali e internazionali vigenti in materia, oltre che, come si vedrà, delle osservazioni proposte dal Presidente della Repubblica proprio in occasione dell’emanazione dei decreti sicurezza I e II.

Abstract

Dal “giusto procedimento” alla democrazia di tipo partecipativo

di Paola Silvestri

La democrazia moderna nasce e si sviluppa a partire dal Settecento sotto forma di democrazia rappresentativa; le rivoluzioni americana e francese, come già la precedente rivoluzione inglese del Seicento, hanno elaborato l’idea della rappresentanza come strumento per governare stati di larghe dimensioni fondati sulla sovranità del popolo o della nazione partendo dall’esperienza di istituti medievali. La nascita dell’idea di Stato induceva inevitabilmente a cercare nuove soluzioni organizzative di gestione del potere anche a livello territoriale, difatti gli Stati a differenza delle piccole comunità, non potevano più essere retti con forme di democrazia diretta, come lo erano state Atene e altre polis greche. 

Abstract

Ordine pubblico e sicurezza nell’ordinamento italiano

di Gabriele Trombetta

Il concetto di ordine e sicurezza pubblica, pur se storicamente condizionato, presenta un nòcciolo duro di significato tendenzialmente costante. Esso ha riguardo al pacifico svolgimento della vita sociale (ne cives ad arma veniant), e gli studi romanistici confermano – pur nella realtà ordinamentale tutt’affatto diversa della Repubblica e dell’Impero – l’esistenza di un apparato rivolto alla sicurezza dentro i confini della città. Nondimeno, non si può proseguire oltre nella ricostruzione di una nozione di teoria generale, attese le profonde divergenze riscontrabili non soltanto tra i diversi sistemi statuali, ma anche – diacronicamente – nel medesimo ordinamento.

Abstract

«Non di soli diritti vive il cittadino, ma di ogni dovere che la solidarietà costituzionale impone»: il bilanciamento dei diritti fondamentali ai tempi del Coronavirus

di Remo Trezza

Il 9 gennaio 2020, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che le autorità sanitarie cinesi hanno individuato un nuovo ceppo di Coronavirus mai identificato prima nell’uomo, provvisoriamente chiamato 2019-nCoV e classificato in seguito ufficialmente con il nome di SARS-CoV-2. Il virus è stato associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale.

Abstract

Il drastico, confuso e contraddittorio intervento in materia di immigrazione posto in essere dalla normativa emergenziale sul Coronavirus

di Paolo Gentilucci

Il contagio da “coronavirus”, meglio definito come “Covid-19”, sta flagellando l’intero pianeta, con una ricaduta spaventosa e incontrollabile, oltre che sulla salute dei cittadini di interi continenti, anche sulla realtà economico-sociale, determinando l’adozione di misure straordinarie in campo sanitario e giuridico, stravolgendo anche i principi costituzionali di vari Stati e finanche l’attuazione delle convenzioni internazionali.

Abstract

(Sche)Dati. Il diritto alla protezione dei dati personali nella legislazione europea

di Chiara Spiniello

The right to be alone. Era il 1890 quando Samuel D. Warren e Louis D. Brandeis enunciavano – sulle pagine della Harvard Law Review – «il diritto ad essere lasciati da soli». In maniera del tutto dirompente rispetto alla tradizione costituzionale statunitense – che della libertà di stampa e di parola aveva fatto i capisaldi del suo Testo fondamentale – si affermava, per la prima volta, l’idea secondo cui il diritto di informare e di essere informati trova (o meglio, deve trovare) una limitazione nella tutela della riservatezza personale.

Abstract

La tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti fra indicazioni sovranazionali e disciplina interna

di Caterina Bova

La figura del whistleblowing è stata introdotta per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano con l’art. 1, comma 51 della legge 6 dicembre 2012, n. 190 che interviene a inserire siffatta previsione nel Testo unico sul pubblico impiego introducendo l’art. 54-bis del d.lgs. n. 165 del 2001 (Cantone 2013, 243-258).

Abstract

La sicurezza urbana nel c.d. “decreto Minniti”

di Francesco Morganti

Il 18 aprile 2017 è stata definitivamente approvata dal Senato (con un voto di fiducia) la legge di conversione, con modifiche, del decreto-legge n. 14 del 20 febbraio 2017, proposto dal Ministro dell’Interno di concerto con i Ministri della giustizia e per gli affari regionali e recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle Città.

Abstract

Tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale e semplificazione amministrativa dopo la legge 7 agosto 2015, n. 124: strumenti ed istituti di garanzia tra diritto interno e normativa europea

di Massimo Pellingra Contino

Il tema del presente contributo è oggetto di una graduale attenzione da parte della dottrina e della giurisprudenza (Sciullo 2015; Maglieri 2006). Nell’ambito dei provvedimenti legislativi che modificano la disciplina dell’attività amministrativa, è divenuto ormai frequente rintracciare semplificazioni in materia ambientale. 

Abstract

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.