Home / Recensioni / Paolo Grossi, Una Costituzione da vivere. Breviario di valori per italiani di ogni età, Marietti 1820, Bologna, 2018

Paolo Grossi, Una Costituzione da vivere. Breviario di valori per italiani di ogni età, Marietti 1820, Bologna, 2018

Paolo Grossi, Una Costituzione da vivere. Breviario di valori per italiani di ogni età, Marietti 1820, Bologna, 2018

di Gabriele Maestri

Cosa emerge dalla lettura dei primi 54 articoli della nostra Carta costituzionale, almeno per il lettore attento (anche se non dotato di una formazione specialistica)? "Un'architettura dall'indovinato equilibrio fra dimensione individuale e sociale del cittadino": è questa l'immagine usata da Paolo Grossi per descrivere il frutto della visione dei (e delle) Costituenti, che ha permesso di mettere per iscritto - riconoscendo, quasi mai creando, ciò che si poteva leggere nell'intimo della società italiana uscita dalla prova del fascismo e della seconda guerra mondiale - principi, diritti e doveri.

Essa è contenuta all'interno di Una Costituzione da vivere, libriccino che l'insigne storico del diritto e Presidente emerito della Corte costituzionale, ha da poco pubblicato con l'editore Marietti 1820, dedicandolo alla nostra legge fondamentale, quei "139 articoli che costituiscono la fondazione etica sociale politica giuridica del popolo italiano".

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.