Home / Saggi / I prerogative powers al vaglio della Corte suprema nel caso Elgizouli: le prospettive evolutive del common law e le nuove frontiere del judicial rev...

I prerogative powers al vaglio della Corte suprema nel caso Elgizouli: le prospettive evolutive del common law e le nuove frontiere del judicial review

I prerogative powers al vaglio della Corte suprema nel caso Elgizouli: le prospettive evolutive del common law e le nuove frontiere del judicial rev...

di Pamela Martino

La sentenza relativa al caso Elgizouli v Secretary of State for the Home Department [2020] UKSC 10 è la prima occasione in cui la Corte suprema si è pronunciata in ordine all’applicazione della terza parte del Data Protection Act 2018 dedicata al law enforcement processing. L’occasione è ghiotta per riprendere le fila dei limiti previsti dal common law all’esercizio dei poteri di prerogativa passando per la garanzia del diritto alla vita.

Abstract

The Prerogative Powers Being Examined by the UK Supreme Court in Elgizouli: Evolutive Perspectives of Common Law and New Frontiers of Judicial Review 

The UK Supreme Court in Elgizouli held that it was not the common law but rather a failure by the Home Secretary to consider his duties under the Data Protection Act 2018 that rendered the decision of the then Home Secretary to hand over evidence to US authorities unlawful.

The focus on common-law rights raises questions about their interaction with the HRA and how we know what the common law protects. It is clear that the relationship between the common law and the HRA is not settled, and Elgizouli is another case demonstrating radically different approaches. The judgement adds to the debate about which rights are protected by the common law, how the courts identify those rights and the issue of rationality, arguing that the factual context of the case warranted a greater examination of the Home Secretary’s decision.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.