Home / Numeri precedenti / 2016 / Anno VI, n. 2/2016

Anno VI, n. 2/2016

Anno VI, n. 2/2016

Scarica l'intero numero in Pdf

Editoriale

L’état d’urgence: la petite exception en dehors de la grande Constitution

di Otto Pfersmann

Saggi

Transizioni paradigmatiche, incertezza e insicurezza. Il punto di vista delle scienze sociali (a cura dell'Osservatorio sociale)

Transizione paradigmatica e incertezza. Un’introduzione

di Fabio D'Andrea

Rispondere al moderno oltre il moderno?

di Marco Moschini

Il paradigma del neutro: la tecnica della certezza dell’incertezza

di Pier Luca Marzo

Dal paradigma massa al paradigma del paradosso: la fuzzy media logic nella rappresentazione del terrorismo islamico

di Francesca Ieracitano

La capacità di scegliere. Critica alla razionalità strumentale

di Massimo Pendenza

O dentro o fuori. Paura, esclusione e islamofobia al tramonto della modernità

di Valentina Grassi

Mercificazione, individuo e società: attualità del pensiero di Karl Polanyi

d i Francesca Colella

“Il disordine esistenziale” e il difficile transito verso l’età adulta

di Silvia Fornari

Subcultures. State of the Art and Future Perspectives in Sociology

di Uliano Conti

Figure della miseria e della contro-miseria: i ceti popolari contemporanei tra neo-populismo e radicalizzazione. Alcune ipotesi inte rpretative

di Francesco Antonelli

Pubblico consumo. Beck e l’ansia produttiva come medium dell’insicurezza

di Andrea Lombardinilo

Osservatori

La Corte EDU alleggerisce la «threshold of severity» per integrare la fattispecie di trattamento degradante (art. 3 CEDU)

di Piersabino Salvemini

Recensioni

C. Gazzetta e F. Ricciardi Celsi (cur.), La libertà religiosa tra pluralismo e integrazione, EdiCusano, Roma, 2016

di Natascia Malinconico

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.